
O voi uomini che mi credete ostile, scontroso, misantropo o che mi fate passare per tale, come siete ingiusti con me, non sapete la causa segreta di ciò che è soltanto un'apparenza, il mio cuore e la mia mente erano sin dall'infanzia inclini al tenero sentimento della benevolenza, e avrei anche sempre voluto compiere grandi azioni, ma pensate solo che da sei anni sono colpito da un male inguaribile, reso più grave da medici insensati che mi hanno ingannato anno dopo anno facendomi sperare in un miglioramento illusorio, con la prospettiva finale di una menomazione permanente (la cui guarigione durerà magari anni se non è addirittura impossibile). Nato con un temperamento ardente e vivace, persino aperto alle distrazioni della vita sociale, ho dovuto presto isolarmi, vivere in solitudine, ogni tanto ho ben cercato di superare tutto ciò, ma l'esperienza doppiamente mortificante del mio cattivo udito mi ha duramente richiamato alla realtà, come avrei infatti potuto dire agli uomini: parlate più forte, gridate, perché sono sordo, come poter confessare la debolezza di un senso. che dovrei possedere molto più degli altri, un senso che un tempo possedevo in realtà al più alto grado di perfezione, come pochi altri del mio mestiere possiedono o hanno mai posseduto - no, non lo posso fare, perdonatemi quindi se mi vedrete stare in disparte là dove invece mi mescolerei così volentieri con voi, la mia disgrazia mi fa doppiamente male perché vengo inoltre malgiudicato, per me il piacere di stare in mezzo alla gente, di partecipare a conversazioni intelligenti, a proficui scambi di vedute, non esiste, e quando è veramente indispensabile avere a che fare con la società, devo restare quasi completamente solo, vivere come un esiliato, se mi avvicino a qualcuno, sono subito terrorizzato al pensiero che possa in qualche modo accorgersi della mia condizione - così è stato negli ultimi sei mesi che ho trascorso in campagna seguendo il consiglio del mio bravo medico di affaticare i miei orecchi il meno possibile, egli veniva così incontro alle mie attuali inclinazioni, anche se di tanto in tanto mi sono lasciato sviare dal mio istinto socievole, ma che umiliazione quando qualcuno accanto a me udiva di lontano il suono di un flauto e io nulla o qualcuno udiva un pastore cantare e io sempre nulla, questi fatti mi portavano al limite della disperazione e poco ci mancò che non mi togliessi la vita solo l'arte mi ha trattenuto dal farlo; mi è parso impossibile lasciare questo mondo prima di avere pienamente realizzato ciò di cui mi sentivo capace, così ho prolungato questa vita miserabile - veramente miserabile, un corpo così sensibile che qualsiasi cambiamento un po' brusco può trasformare il mio stato di salute da ottimo a pessimo - pazienza - proprio così, devo sceglierla come guida, così ho fatto, spero che questa mia risoluzione resista finché le inesorabili parche vorranno spezzare il filo, forse andrà meglio, forse no, sono preparato - a ventott'anni essere costretto a diventare filosofo non è facile, per un artista è ancora più duro che per qualsiasi altro uomo. Divinità tu vedi dall'alto il fondo della mia anima, sai che amo gli uomini e desidero fare il bene, o uomini, se mai un giorno leggerete questo scritto, pensate al torto che mi avete fatto, e l'infelice si consoli di aver trovato qualcuno simile a lui, qualcuno che, malgrado tutti gli ostacoli della natura, ha fatto tutto il possibile per essere ammesso nella schiera degli artisti e uomini di valore [...]
Heiligenstadt 6 ottobre 1802
Ludwig van Beethoven
Chissà se riuscì mai a realizzare lucidamente in vita ciò che, probabilmente, la sua anima riuscì ad intuire prima: la sordità fu per lui il mezzo necessario per dimenticare ciò che egli aveva precedentemente appreso, in modo tale da riversare in modo totalmente vergine le sue conoscenze nelle opere che seguirono.
L'isolamento lo liberò dal fardello del mondo reale, relegandolo a quello dell'immaginazione: affinò la sua sensibilità e probabilmente ciò provocò in lui un aumento esponenziale del dolore, che sopportò stoicamente grazie alla sua integrità. La Bellezza in Beethoven, come nella Callas, non sta nell'essere nati già imparati, nell'essere geni:loro conquistarono la loro arte battendosi, come in una partita di tennis, colpo su colpo contro il Destino, tentando di riuscire a vincerlo grazie alla loro personalità, che si era forgiata nel dolore e nella caparbia sopportazione di esso.
Forse la differenza tra un genio e una persona comune è proprio questa: che il primo fa della sofferenza il mezzo necessario per la proprio crescita spirituale e artistica;il secondo, solo per la propria morte.
Valeur Ha scritto alle 20:35
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Oggi pioveva tantissimo, il vento urtava le tende e l'acqua creava torrenti a non finire giù in strada. Rimanere ancora a casa voleva dire uccidersi, quindi ho mandato un messaggio con scritto che stavo odiando il mondo e che voleva fuggire ovunque, pur di non stare dentro con l'isterìa andante di cui la mia casa è, purtroppo, affezionatissima cliente (da decenni, ormai). Ho percorso un km con le ballerine e non sono caduta: conoscendo il soggetto, questo è un miracolo,
Ho sfidato la sorte correndo a zigzag tra macchine e pozzanghere, sperando di evitare almeno una delle due calamità: di macchina non ne ho presa manco una (che io mi ricordi), ma ho fatto amplen di pozzanghere per i prossimi cinque lustri.
I miei capelli sono diventati boccolosi, peccato avessi fatto la piastra, per una volta.
Ho mangiato le patatine più buone del mondo che non mangiavo da anni. Erano così buone che ho infilzato la mia amica, la quale era tenutaria del sacro pacchetto: le ho lasciato un buco come ricordo della serata. Lei mi ha amato moltissimo in quel momento, come ella stessa mi ha assicurato poi
Ho giocato a battaglia navale e a tris su quei cosi che danno in pizzeria, per ammazzare il tempo. Stavamo per ammazzare, (visto che c'eravamo)anche la bambina del tavolo di fronte, che aveva scambiato suo fratello per un albero e se stessa per una scimmia. Forse era per attirare l'attenzione del padre, intento a sghignazzare mentre mandava essemmesse alla sua amante, con la moglie seduta di fronte che si scolava bicchieri d'acqua fresca come fossero doppi wisky
Non avevo mai mangiato tanto riso in vita mia, mi si intupperà l'intestino, me lo sento. Un'altra estate, io e il benefibra.
La mia amica era vestita come beetlejuice (vedi foto), siamo una coppia incredibile. Dovrebbero farci un film su di noi, o mandarci al circo ( o entrambi, eh, si accettano proposte),
Abbiamo scoperto, con nostro sommo dispiacere,che la nostra salagiochi preferita si è tutta modernizzata e che nuovi giochi hanno sostituito i vecchi, a cui noi eravamo legate da teneri ricordi.
MisterSalaGiochi ci ha anche detto che non dovevamo giocare ad un gioco, perchè tanto di perdevano solo soldi ed era impossibile vincere. Noi ovviamente ci abbiamo giocato, per constatare se il tizio avesse ragione o intendesse imbrogliarci per impedire che vincessimo tutti i gettoni facendogli fallire la baracca. E ovviamente, aveva ragione.
Ne tentativo di non far capire a mia madre che sua figlia ( ovvero me) se ne stava, all'una di notte, dentro un luogo equivoco situato in un vicolo oscuro pieno di potenziali maniaci di mezz'età dediti al fumo e all'alcol ho, purtroppo, dimenticato una cosa importantissima. Tappare la bocca alla mia dolce metà:
Lù: no mamma, non ti preoccupare, sto ritornando...si... non sono per strada..guardiamo le vetrine... no non ti preoccup...
Sonia: MIIIII LUANA GUARDA QUESTO GIOCOOO E' D'AZZARDISSIMOOO!!!!!!
Non avessimo perso miseramente a tutti i giochi dopo 5 minuti dall'inizio, avremmo speso un altro gettone per un gioco sul calcio, solo per scorprire il perchè non dovessimo spingere il bottone blu, come recitava un misterioso biglietto sullo schermo.
Morale della favola?:Peter Griffin è molto più astuto di noi due messe insieme e presto qualcuno ci picchierà a sangue ( vedi: mia madre).
Dio ci conservi così fino a settant'anni! (ma dubito ci arriveremo, continuando per questa strada)
Valeur Ha scritto alle 02:48
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Il bimbo è promosso e mi vuole bene.
Qualcosa, nonostante la mia testaccia complessata, è riuscita a venirmi decentemente e ne sono orgogliosa. Anche se tra un paio di giorni la voglia di tirarmi sotto un grosso camion da rimorchio sarà troppo invasiva per permettermi di ricordare la soddisfazione che provo oggi.
Lunedì comincia il volantinaggio: sveglia alle 4 e 30 (w l'estate) nonostante l'appuntamento sia alle 7.20 perchè l'ATM, guarda un pò, si rende disponibile solo alle 5.00 e alle 7.30 per quanto riguarda la mattina. Dieci ore tra pullman, pranzo e distribuzione volantini sotto il cocente sole del sud. L'amica con cui dovevo farlo l'hanno praticamente snobata senza alcuna ragione apparente, e io mi ritroverò sola in un pullman di uomini potenzialmente maniaci (come sottolinea giustamente mia madre). E tutto ciò perchè? Perchè io amo queste cose folli e estreme. E poi finisco col pentirmene, ma nel giro di circa due minuti buoni.
Ma se sono ancora un pò arzilla e non totalmente sprofondata nelle mie stesse sabbie mobili, se ancora riesco a vivere, lo devo solamente a lui. A te, Dawson's Creek! (lo sento, questo è il principio della fine!!!! -.-")
Un anuwonowei a tutti ;)
Valeur Ha scritto alle 13:10
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Un giovane uomo riflette, tutta la notte
sarebbe sbagliato, si domanda, o forse giusto
dovrebbe rivelarle il suo amore, osare scegliere
e lei lo accetterebbe, oppure no?
Tumbala, tumbala, tumbalalaika,
Tumbala, tumbala, tumbalalaika
tumbalalaika, shpiel balalaika
tumbalalaika - freylach zol zayn
Fanciulla, dimmi di nuovo
cosa può crescere senza pioggia?
cosa può ardere per molti anni?
cosa può bramare e piangere senza lacrime?
Giovane sprovveduto, perché domandare ancora?
E’ la pietra che può crescere senza pioggia
E’ l’amore che può ardere per molti lunghi anni
Ed é il cuore che può agognare e piangere senza lacrime.
Ho voluto bene a tante persone, ma di molte non ho mai conosciuto il viso perchè erano molto lontane e, spesso, era uno schermo a legarci e -allo stesso tempo- a tenerci lontane. Ne ho amate altre che hanno avuto il viso di un bravo e celebre attore, ma soltanto per centoventi minuti di pellicola; e, in altri casi, solo quello descritto con maestria da un poeta. Ho rincorso persone con lo sguardo, per strada, e le ho sempre portate nel cuore senza nessun motivo apparente: mi sono affezionata a bei sorrisi di gente sconosciuta e ho rapito sguardi che non erano per me, ma che avrei voluto lo fossero. Ho osservato padri innalzare le loro bimbe sopra la loro testa, bimbe belle e dai capelli d'oro, e avrei voluto scattar loro una foto, con scritto dietro: non ve lo dimenticate mai, come non lo dimenticherò io. Ho ammirato con tutto il cuore certe ragazze belle, alte e mature, per le quali mi sono sempre battuta in loro difesa quando ce n'era bisogno, senza che loro conoscessero chi fossi, nè io fossi partecipe dei loro eventuali sbagli che volavano di bocca in bocca nell'ora della ricreazione. Ho sofferto con loro quando la gente che solitamente le acclamava trovava da ridire sul loro conto, come se il rimprovero fosse fatto a me stessa: questo perchè ho sempre avuto il timore che qualcosa di puro e bello potesse infrangersi, senza che fosse conscio del proprio valore;e, allo stesso tempo, rendere consapevole qualcuno della propria bellezza, vuol dire spesso privarlo di quella naturalezza che lo caratterizza. Ed è per questo che è difficile riuscire ad ammirare senza rovinare l'oggetto della nostra ammirazione. Ho rincorso con lo sguardo,fin dove mi era possibile, uomini con lo zaino in spalla, chiedendomi se, dove e quando, avevano capito che partire era la cosa giusta da fare, e se la loro determinazione nel passo fosse un modo per dimenticare la donna per cui avevano più pianto o l'aspettativa di trovarla lungo il cammino: e se la cosa li spaventasse, o se il bisogno di ricerca avesse sopraffatto la paura - tutta umana- di non riuscire a trovare niente di più di ciò che ci si era lasciati alle spalle. Ho amato, sempre e mai il contrario, persone distanti e impossibili, perse nei loro mondi sbrillucicanti ed egocentrici di cui non avrei mai potuto far parte: e forse era il loro mondo e non loro, che mi affascinava e mi intimava rispetto. Ma nella foga di avvicinarmi e vedere più chiaro, non sempre il fantastico mondo che mi appariva da lontano era paragonabile, invece, a quello che era visto con la lente d'ingrandimento: spesso c'erano specchi laddove avevo visto altari, e non era l'oro a brillare, ma certa carta che prendeva fuoco, lasciando cenere piuttosto che parole. Ma è normale, non c'è da colpevolizzare chi voglia sembrare migliore di quanto non sia: infondo è un male comune da cui pochissimi sono immuni. Ho osservato, caparbiamente, la bellezza; se bellezza è tutto ciò da cui non si riuscirebbe mai a distogliere l'attenzione. La mia vita fino ad oggi - ed ho modo di pensare che sarà sempre così- è stata questo: e non penso di aver speso tempo in modo non opportuno, anche se non ho un attestato che mi dia un titolo per questo, anche se la gente corre, mi mette ansia e fretta, mi dice di muovermi e di uscire dal mio guscio.
Anche se riconosco che i migliori ricordi che conservo sono quelli vissuti da altri; degli altri sono state le migliori feste, i più bei regali, le storie più interessanti. Talvolta mi immagino solo come suono, la voce narrante che fa da sottofondo a un documentario sull'accoppiamento delle amantidi religiose. Il Big Bang che suona la mezzanotte per chi non può permettersi un orologio.
Valeur Ha scritto alle 23:09
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Ieri sono stata ad un colloquio per volantinaggio full-time (e anche da folli, a dirla tutti) : il tizio parlava di Grandi levatacce, Grandi pullman, Grandi distanze da percorrere e Grandi compagni di viaggio. Parlava anche di piccola paga, ma siccome a me andare all'arrembaggio piace, mi sono fatta piacere l'idea. L'orario sarebbe dalle sette alle sei, in questo modo avrei libero il pomeriggio per eventuale babysitteraggio/ lezione di canto.
Vedremo, anche perchè la Madre minaccia putiferio al sol pensiero che la Figlia si allontani dal luogo natale, anche se solo per parte della giornata. D'altro canto, non posso certo rimanere un piccola troglodita a vita, conscia soltanto della distanza tra la propria casa e il chioschetto delle limonate!
Dalla fine del mio lavoro principale ho fatto qualche volta baby sitteraggio. Adesso, per la cronaca: questa roba con me c'entra poco!
Voglio un nome normale santiddio!
(SCUOLA ULTIMI AGGIORNAMENTI: indi, con una piccolissima botta di culo e un grandissimo colpo di schiena, potrei anche farcela senza lasciarmi debiti. A me tanto interessa solo farcela, debiti e non. A una settimana il responso)
Valeur Ha scritto alle 16:19
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Mi serve solo un pò di speranza
Quindi: voglio fare il punto della situazione senza tanti fronzoli, senza battutine per stemperare la situazione perchè non mi serviranno a niente più in la, quando rileggerò queste pagine per capire cosa veramente mi passava per la testa.
Ho, al momento, un solo grande problema: rischio di nuovo la bocciatura. Motivo? sempre le solite, maledette, assenze del cavolo.
Dovevo ritornare a scuola il 15 aprile e invece non ci sono andata più. Sto malissimo, mi danno l'anima, mi tagliuzzerei le vene fino a morire, se non fosse che non voglio mutilare il mio corpo per un errore della mia psiche malata.
Adesso il punto è questo: visto che a voti non sono messa male e che ho tutti i compiti scritti più importanti, quante probabilità ho di riuscire ad arrivare alla promozione, visto anche che ho dei professori ADORABILI e dei compagni per lo meno COMPRENSIVI?
E soprattutto: come riesco a convincere la mia testa a ritornare a scuola? con quale faccia mi posso presentare?
Devo lottare perchè tutto possa volgere per il meglio o accontentarmi della mia stupidità, evitando di fare altre bassissime figure?
Ci sono tante persone a cui tengo che mi hanno incoraggiato in tutti i modi possibili, nei confronti dei quali mi sento davvero tanto debitrice.
e con il Bimbo? mi sentirei davvero a disagio nei suoi confronti, lui che combatte per quello che può per la sua promozione.
Perchè con tutti i motivi validi che avevo ad inizio anno, mi sono ridotta al solito?
Perchè non riesco a cambiarmi?
Perchè devo sempre deludere tutti?
Perchè mi ostino sempre a stare male?
Perchè sono riuscita a trovarmi un lavoro e a pagarmi le lezioni di canto,(che sono delle cose impegnative) e non riesco ad andare a scuola, che ci riesce anche chi ha due neuroni e la convinzione che l'egitto sia in asia?
L'unica cosa di cui sento veramente il bisogno adesso è sentirmi dire che ce la posso fare. Anche se qui nessuno è più disposto a farlo, anzi, si fa a gara a farmi sentire più pezzente di quanto non sia.
E quindi, la rigirò qui:
Ce lo posso ancora fare?
Valeur Ha scritto alle 23:51
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L'altro giorno ho fatto la Carta d'Identità. Adesso non ho più paura di essere fermata per strada dalla polizia e finire in un campo di profughi E, soprattutto, in caso di mio rapimento-sgozzamento-occultamentodiprove-bagnodibenzina-seppellimentonelgiardinodellavicina, posso auspicarmi una tomba in pompa magna, con tanto di foto di riconoscimento e targhettina con il nome sotto (che poi, se la foto è quella della suddetta Carta, c'è da sperare che non mi faccia la nomina postuma di essere una fattona alcolizzata: no, perchè, si sa che alla mia reputazione ci tengo, io).
Il lavoro è giunto al compimento del quarto mese: senza molti spiacevoli inconvenienti e comunque, quelli risolti, sembrerebbero tutti felicemente archiviati. Praticamente tengo più alla sua promozione che alla mia, anche perchè alla mia non ci tengo proprio Anzi, meriterei la morte per questo. Meglio archiviare e che dio, per una volta, me la mandi buona. Anche perchè Si ricordi che ho fatto degli straordinari non pagati, di cui ancora oggi attendo Sue notizie.
Il canto procede lentamente, a dire il vero. Non riesco a capire delle cose tecniche per cui mi danno l'anima da un anno, anche se la mia insegnante (santa donna) dice che siamo avanti e che non mi devo preoccupare di questo. Poi il lavoro mi occupa quasi tutti giorni e lei fa spesso viaggi per lavoro, quindi in un mese sono rare le volte che riusciamo a fare lezione (inoltre abitiamo, rispettivamente,una a casa di dio e l'altra su un pezzo di montagna). L'ammissione è a settembre, pace all'anima mia. Per quella data o sarò rinchiusa in un convento a tentare di espiare la mia anima o in una clinica per tentato suicido, ovviamente, andato a male. Io capace di concepire e portare a termine qualcosa? giammai.
Valeur Ha scritto alle 20:24
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In: speranza, tristezza, considerazioni, stress, assenze, me vs me, intenzioni blasfeme, incontri strambi, il passato che ritorna

Fossi ancora in quel focolaio di burattini (?), mi si sarebbe rivolta codesta -originalissima- discreta domanda: what did you do in your Easter Holidays?
Tempo opportunamente speso, non c'è che dire. ( da notare la mia vita sociale,pari a quella dell'incredibile uomo delle nevi -.-)
Per quanto riguarda il resto, il lavoro procede discretamente, contro tutte le mie più rosee aspettative sono giunta alla terza paga (mica pere) senza mietere vittime, contraffare,imbrogliare, dissestare, disgiungere. Ma a cantare vittoria ci penserò alla fine dell'anno: una cosa che ho imparato cara e salata sulla mia pelle è che, appena pensi di avercela fatta, ecco che il primo scemo ti fa lo sgambetto. Io ormai dovrei averci fatto l'occhio, ma scema lo sono sempre stata per queste cose, e quindi confido nella Santa Provvidenza (lallero).
Dovrei ricordarmi - pena mio suicidio- di compilare il modulo per il conservatorio entro il 30 aprile. Magari anche di pagare il bollettino per l'iscrizione a scuola e consegnare - tipo- le 5 pagelle per cui sono perennemente inseguita e maledetta dalle segretarie.
Dovrei smetterla di essere blasfema (non mi sembra un periodo dell'anno adatto, questo)
Dovrei iscrivermi in palestra.Ovviamente non per mollarla dopo 1 lezione ( è che il tizio è talmente antipatico che te le scippa, proprio. Ad uno che ti insegue urlando di muovere quelle chiappe, più che soldi, dli si rifilerebbe di buona lena una dozzina di sani calci negli stinchi).
I propositi si dovrebbero fare a inizio anno, ma vabbè, l'importante è che vengano portati a termine, almeno in parte.
E se tutto va come deve andare, quest'estate 2 settimane di stressantissimo campeggio - perdinci- non me le leva nessuno!
Valeur Ha scritto alle 02:41
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Luana, tesoro mio, ma che cacchio stai facendo?
Mah. Nell'attesa, passiamo avanti.
C'è di nuovo che ho trovato un modo semplice e naturale per inimicarmi la gente: fare la sacher. Non c'è persona che non rimanga visibilmente sdegnata alla notizia di una sacher fatta da me medesima. Sarà perchè fa schif ma che più schif non si può, o per l'apporto calorico?
Col bimbo (e per bimbo si fa per dire...) di cui sotto andrebbe tutto bene, se non fosse che è 'na capa tosta da drizzare. Poi lo sarei pur io, ma meglio tacere su questo punto. Ho preso il mio primo stipendio e sono ufficilamente una donna indipendente e maggiorata (come dissi in una mia celebre figura di emme -.-")
Tutto andrebbe secondo i piani: peccato che la mia testa del piffero non è mutata granchè e il minor apporto di zuccheri non ha giovato per niente al mio gnegno.
Siamo al punto di partenza. Giusto giusto per chi non vuole annoiarsi mai!
Valeur Ha scritto alle 02:40
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Direi che ho trovato lavoro, perchè la prova consisteva in due giorni e i due giorni in un modo o nell'altro sono passati. Ufficialmente o ufficiosamente, quindi, do ripetizioni a un ragazzino che va alle medie, e ciò gioverebbe alla mia situazione economica, alla realizzazione dei miei sogni, al raggiungimento di una maturità che fino adesso non compare nemmeno sulla mia carta d'identità.Anche perchè non ho mai avuto una carta d'identità. E si, è tempo di farla.
Per il resto:le vacanze son finite, non ho fatto una cippa,ho delle coliche paurose,vomito che è un piacere. Il mio più grande sogno è un piatto di riso all'olio e una tazza di the alla vaniglia.
Però, se penso all'anno scorso, tutto sommato mi sento felice. Sembra che il marcio sia in parte estinto, all'orizzonte più di un'occasione accattivante.
Buon ritorno al lavoro,a chiunque passi di qui.
Valeur Ha scritto alle 22:06
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Pagine |
Il MiO uNiVeRsO sToRtO

Mi succedono cose strane e curiose, perchè nn scriverle, mi sono detta. Questo sarà un pò come il mio diario di bordo, di questo viaggio strampalato che si chiama vita, e di questa inesperta e improbabile navigatrice, alle prese con le sue crisi e i suoi pensieri
Sul Comodino
Aspirazioni
[+]Entrare in conservatorio
[+]Finire il liceo
[+]Trovare un lavoretto part-time
[x]
Andare al concerto dei Nightwish
[x]Prendere lezioni di canto
[x]Andare da un dietologo
Viandanti
Siete passati in *loading*, Grazie.
Sottofondi
Cantico dei Drogati - Fabrizio De Andrè
There was a Crooked Man
There was a crooked man
and he walked a crooked mile,
He found a crooked sixpence
upon a crooked stile.
He bought a crooked cat,
which caught a crooked mouse.
And they all lived together
in a little crooked house
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evangelisti alla riscossa
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il passato che ritorna
incontri strambi
intenzioni blasfeme
inverno
libri
manga
manie strane
me bimba
me distruttiva
me malinconica
me nostalgica
me sdolcinata
me sovversiva
me stupida
me vs me
my dear johnny
natale
parenti serpenti
perplessità acute
polemica
professori
rivelazioni
scritti dautrice quale me
sogni
sonno
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